I medicinali omeopatici apportano un aiuto prezioso al medico generico e allo specialista nella sua pratica quotidiana.
Nella maggior parte dei settori, i medicinali omeopatici curano sia
patologie acute che croniche.
Ne parlano…
Dottor Antoine Demonceaux - Francia
In molti casi, se non ci fosse l’omeopatia non avrei nulla da proporre.
In numerosi casi, se non ci fosse l’omeopatia non avrei nulla da proporre al suo posto, se escludiamo trattamenti troppo aggressivi o non efficaci. Alcuni esempi? Le infezioni ORL croniche nel bambino, le sindromi ansiose, emotive, depressive o il trattamento di deficit o squilibri del terreno (disfunzioni della tiroide, ecc.).
In tutti questi casi l’omeopatia apre possibilità di cura senza confronto. Come medico omeopata, il mio approccio al paziente è molto diverso: si basa sull’individuo nel suo insieme.
Non è una questione di tempo, è un problema di mentalità e allo stesso tempo una metodologia: attraverso un colloquio approfondito, si vuole cercare tutto quello che c’è attorno al sintomo per analizzare cosa ha potuto scatenarlo.
L’omeopatia deve essere valutata in un’ottica più ampia, quella del servizio reso al malato. Io posso citare risultati spettacolari non soltanto nel trattamento della malattia (infezioni ORL croniche nel bambino, affezioni recidivanti tipo rinofaringiti, ecc) ma anche a livello di qualità della vita per il paziente: semplicità del trattamento, assenza di effetti collaterali, ecc. Senza dimenticare l’impatto sulla sanità pubblica: facilitare la disintossicazione dagli psicotropi (tranquillanti, antidepressivi, ecc.) grazie alla riduzione della posologia dei trattamenti allopatici pesanti aumentando allo stesso tempo la loro efficacia (ipertensione, asma, ecc.).
Ritengo che l’omeopatia renda un servizio sia al paziente sia alla collettività, reso ancora più importante dai risparmi ottenuti.
Consiglio l’omeopatia per la sua efficacia e l’assenza di controindicazioni, soprattutto per le persone fragili.
Mi trovo a rispondere tutti i giorni alle domande dei miei clienti. Chiedono consigli sugli argomenti più svariati, dai più semplici ai più gravi. Sono particolarmente attenta ai pazienti fragili: le donne incinta, in particolare all’inizio della gravidanza, i bambini, le persone con patologie gravi che seguono più trattamenti. A questi clienti consiglio spesso prodotti omeopatici, per evitare controindicazioni e rischi di doppia assunzione di principi attivi.
Prendete il caso dell’insonnia in un bambino piccolo o di turbe del comportamento: va esclusa la chimica pesante, gli sciroppi che addormentano letteralmente il bambino. È anche difficile pensare a un colloquio con il bambino...
In queste circostanze l’omeopatia offre un’efficacia spesso immediata, senza effetti nocivi.
Idem per una persona che so essere già seguita per un’insufficienza cardiaca in presenza di diabete e/o di ipertensione arteriosa. Se viene in farmacia per un raffreddore, nelle sue condizioni numerosi prodotti allopatici sarebbero controindicati. L’omeopatia o la fitoterapia daranno risultati senza rischi per il paziente. Sul 100% di patologie, ritengo che ce ne sia un 10% che sia il terreno privilegiato dell’allopatia, un 10% dell’omeopatia e l’80% restante dipende dalla scelta del medico e del suo paziente.
Ci sono ottimi medici omeopati nella regione in cui vivo. Attraverso i miei pazienti mi rendo conto del lavoro che fanno: insegnano ai malati a capire la loro “modalità di reazione”. Quando questi clienti arrivano in farmacia mi dicono che non vogliono inquinare il loro organismo. Questa pedagogia è un vero servizio reso alla sanità !